Professioniste sulla carta
Dal 1° luglio 2022 la Serie A femminile è ufficialmente un campionato professionistico.[1] Ma un professionismo dichiarato non basta a se stesso: resta confinato a una sola categoria, senza un fondo pubblico stabile e senza un mercato televisivo che lo sostenga. Questo dossier segue lo stesso metodo degli altri: prima i fatti, ciascuno con la propria fonte; poi la lettura che ne dà l’associazione, dichiarata come tale; infine le richieste concrete.
Un professionismo a una sola categoria
La Serie A Women è, per stessa definizione della FIGC, «l’unica appartenente alla categoria del professionismo» fra le competizioni italiane di calcio femminile.[2] La legge 91/1981 definisce «sportivi professionisti» atlete, allenatrici, direttrici tecnico-sportive e preparatrici atletiche che esercitano l’attività a titolo oneroso e con continuità — ma questo status va riconosciuto federazione per federazione, categoria per categoria: per il calcio femminile, oggi, si ferma alla Serie A.[3] La Serie B femminile e tutte le figure tecniche che vi lavorano restano fuori.
Un fondo pubblico che non si è rinnovato
La legge di bilancio 2020 (la cosiddetta «legge Nannicini») aveva previsto un finanziamento triennale per sostenere i costi della transizione al professionismo, rifinanziato per un ulteriore anno.[4] Quel fondo non risulta più rinnovato oltre quella proroga: i costi del professionismo — contributi previdenziali, coperture assicurative, contratti standard — restano interamente a carico di club e Federazione.[4]
Un campionato professionistico senza diritti televisivi
Il bando per l’assegnazione dei diritti audiovisivi nazionali della Serie A Women’s Cup, chiuso il 29 luglio 2025, non ha ricevuto alcuna offerta valida da parte di alcun broadcaster.[5] Non è un episodio isolato: lo stesso era già accaduto nel 2024 per i diritti di Coppa Italia e Supercoppa femminile.[5]
I numeri
Ogni cifra riporta sotto la fonte da cui è tratta.
Le categorie di calcio femminile italiano riconosciute professionistiche: solo la Serie A Women.
Fonte: FIGC [2]
Minimo salariale lordo annuo per una calciatrice professionista di Serie A Women con più di 24 anni, stagione 2025/26.
Fonte: rilevazione giornalistica su tabelle FIGC [6]
Le offerte valide ricevute per i diritti tv nazionali della Serie A Women’s Cup al bando chiuso il 29 luglio 2025.
Fonte: VDnews [5]
La posizione di Assocapp
Dichiarare professionistica una categoria senza garantirle una base economica stabile è un’operazione che rischia di restare sulla carta. Un professionismo vero ha bisogno di tre cose che oggi mancano insieme: una platea di categorie coperte più ampia di una sola, un finanziamento pubblico strutturale al posto di uno a scadenza, e un mercato — a partire dai diritti televisivi — che qualcuno sia disposto a comprare.
Non chiediamo di tornare indietro rispetto al 2022: chiediamo che il professionismo dichiarato allora diventi quello che il nome promette, per tutte le categorie e per tutte le figure professionali del calcio femminile, non solo per chi gioca in Serie A.
Questa sezione è una valutazione dell’associazione, distinta dai fatti riportati sopra.
Cosa chiediamo
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Un percorso dichiarato oltre la Serie A
Una tempistica pubblica per estendere il professionismo alla Serie B femminile e alle figure tecniche — allenatrici e preparatrici — che oggi ne restano fuori.
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Un fondo pubblico strutturale, non a scadenza
Sostituire il finanziamento triennale non rinnovato con una copertura stabile, coerente con uno status di professionismo che la legge riconosce già.
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Un investimento vero sui diritti televisivi
Un pacchetto che qualcuno voglia comprare non si ottiene lasciandolo invenduto due anni di fila: serve una strategia di distribuzione, non solo un bando.
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Lo stesso Fondo di fine carriera, quando il professionismo si estende
Le stesse tutele previdenziali che chiediamo per i colleghi uomini devono valere anche per le categorie femminili, appena riconosciute professionistiche.
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Il tema al tavolo permanente con FIGC e Leghe
Le condizioni del calcio femminile non possono restare una nota a margine delle altre battaglie: chiediamo che abbiano un tavolo proprio, alla pari.
Fonti e documenti
- Normativa femminile
- Serie A Women — Format
- La FIGC apre le porte del professionismo alla Serie A femminile
- Il calcio femminile arretra, governo taglia fondi al professionismo
- Ci siamo già dimenticati del calcio femminile
- Stipendi del calcio femminile in Serie A: cosa sapere
Il dato sui minimi salariali proviene da una rilevazione giornalistica sulle tabelle FIGC, non dalla tabella ufficiale diramata dalla Federazione.
Nessuno vince da solo.
Nemmeno il più forte.
Iscriversi è facile: si fa online, dal telefono o dal computer, in pochi minuti. Al resto pensiamo noi. Un euro all’anno, l’assistenza compresa.