Il Fondo che nessuno
riesce a vedere
Dal 1975 una quota dello stipendio di ogni tesserato finisce in un fondo che dovrà restituirgliela a fine carriera. Il meccanismo è obbligatorio, l’iscrizione avviene d’ufficio, il pagamento avviene solo su richiesta dell’interessato. Questo dossier raccoglie quello che i documenti pubblici dicono e quello che non dicono.
Come funziona
Il Fondo nasce nel 1975 per garantire ai tesserati un’indennità al termine dell’attività agonistica. L’iscrizione è automatica e la contribuzione obbligatoria: ogni mese confluisce nel Fondo il 7,50% dello stipendio lordo, di cui il 6,25% a carico della società e l’1,25% trattenuto direttamente al tesserato, entro un massimale aggiornato ogni anno.[1] Il dato non è una ricostruzione dell’associazione: è pubblicato dall’AIC stessa sul proprio sito.
La prestazione ha natura previdenziale ed è regolata dallo statuto del Fondo. Ma, a differenza del TFR, non viene erogata automaticamente: l’avente diritto deve chiederla, e deve sapere di averne diritto.[2] Chi è in attività riceve le credenziali di accesso dalla società o dall’AIC; chi ha chiuso la carriera deve rivolgersi direttamente al Fondo con un modulo e la firma autenticata.[3]
Il quadro normativo
La possibilità di costituire un fondo di categoria per il trattamento di fine rapporto degli sportivi era prevista dall’art. 4, comma 7, della legge 91/1981 ed è oggi disciplinata dall’art. 26, comma 4, del d.lgs. 36/2021, che rinvia all’art. 2123 del codice civile.[2]
Il Fondo è un’associazione non riconosciuta senza scopo di lucro: gestisce liberamente le somme accantonate e non è soggetto alla vigilanza di un’autorità pubblica di settore.[4]
Chi decide
Gli iscritti non eleggono nessuno: per statuto non sono associati, non hanno assemblea e non votano. Gli organi sono designati così:[15]
| Organo | Composizione | Chi designa |
|---|---|---|
| Presidente | Nominato dal Presidente della FIGC | Su designazione di AIC e AIAC |
| Consiglio (6 membri) | Presidente, 1 Lega Nazionale Professionisti, 1 Lega Pro, 2 AIC, 1 AIAC | 4 seggi su 6 dipendono da AIC e AIAC. La Lega Nazionale Professionisti è stata sciolta nel 2010 |
| Collegio sindacale (3 membri) | Presidente nominato dal Presidente della FIGC; 1 sindaco dalle Leghe; 1 da AIC e AIAC | 2 sindaci su 3, compreso il presidente, dipendono da AIC e AIAC |
| Rinnovo | Se le nomine non arrivano entro il 15 marzo successivo ai Giochi olimpici, gli organi uscenti restano in carica per un altro quadriennio | Statuto, art. 11 |
AIC e AIAC sono le stesse associazioni che rappresentano gli iscritti nei contratti collettivi da cui nasce l’obbligo di versare.
I numeri
Ogni cifra riporta sotto la fonte da cui è tratta.
I contributi incassati dal Fondo dalla sua nascita, nel 1975.
Fonte: comunicato del Fondo del 10 luglio 2026 [14]
Le indennità pagate agli iscritti nello stesso periodo.
Fonte: comunicato del Fondo del 10 luglio 2026 [14]
I contributi netti ancora da erogare agli iscritti.
Fonte: rendiconto del Fondo al 30 giugno 2025 [13]
La parte dell’avanzo 2024/25 attribuita agli iscritti in rapporto ai 185,6 milioni da erogare: 622.183 euro.
Fonte: rendiconto al 30 giugno 2025 [13]; rapporto calcolato da Assocapp
Su 100 euro resi dagli investimenti
Nell’esercizio 2024/25, secondo i dati del rendiconto, su ogni 100 euro di risultato finanziario 19,4 euro sono andati agli iscritti, 49,3 ai costi di gestione e 28,0 alle imposte; il resto è stato accantonato a riserva.[13]
Calcolo di Assocapp sulle voci del rendiconto: risultato finanziario 3.209.635 euro; costi al netto degli altri ricavi 1.582.816 euro; imposte 899.118 euro; avanzo attribuito agli iscritti 622.183 euro.
L’attivo complessivo del Fondo secondo il rendiconto dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2025.
Fonte: rendiconto FFCA 2024/25, ripreso da Calcio e Finanza, 10 luglio 2026 [5]
La quota dello stipendio lordo versata ogni mese al Fondo: 6,25% dalla società, 1,25% trattenuto al tesserato.
Fonte: AIC — Associazione Italiana Calciatori, scheda sull’indennità di fine carriera [1]
Il caso Viviano
Emiliano Viviano, ex portiere della Nazionale, ha chiesto al Fondo gli estratti conto delle somme già liquidate e di quelle ancora da liquidare, e i bilanci del Fondo relativi agli anni della sua attività, approvati ai sensi dell’art. 19 dello statuto. «Ci è stato detto che non è nostro diritto», ha riferito.[11]
«Vorrei semplicemente sapere dove vanno a finire i miei soldi.»Emiliano Viviano, conferenza stampa, Roma, 13 febbraio 2026[12]
- PrimaLa richiesta al Fondo
Estratti conto e bilanci. La richiesta viene respinta; esaurite le vie stragiudiziali, il legale si rivolge al giudice.[11]
- 5 dicembre 2025Il decreto ingiuntivo
Il Tribunale di Roma emette il decreto ingiuntivo per l’esibizione dei documenti.[11]
- Dopo il decretoL’opposizione del Fondo
Il Fondo si oppone. Secondo quanto riferito dal legale di Viviano, sostiene che né lui né la categoria abbiano un diritto di ispezione, visione o accesso ai bilanci.[11]
- 13 febbraio 2026La richiesta diventa collettiva
In conferenza stampa a Roma oltre 150 ex calciatori e allenatori chiedono l’accesso ai bilanci. Fra i firmatari anche Thomas Berthold, campione del mondo con la Germania nel 1990.[6][7]
- OggiIl giudizio di opposizione
Davanti al Tribunale di Roma, in attesa della prima udienza.
La questione è arrivata in Parlamento
Un atto di sindacato ispettivo depositato al Senato nella XIX legislatura chiede ai ministri competenti quali azioni siano previste per garantire trasparenza e pubblicità sui diritti maturati e sullo stato dei contributi versati, come informare i tesserati e gli eredi che non hanno mai richiesto la liquidazione, e se esistano — o si intendano istituire — meccanismi di vigilanza sulla gestione del Fondo e sugli investimenti effettuati.[2]
Sul tema si è espresso anche il Ministro per lo sport e i giovani, che il 14 aprile 2026 ha dichiarato alle agenzie di stampa di ritenere utile capire se ci sia qualcosa che non quadra nella gestione del Fondo, aggiungendo che si aspetta di essere chiamato a rispondere sul tema in Parlamento.
Un istituto previdenziale fuori dalla vigilanza previdenziale
Nel comunicato con cui ha pubblicato il rendiconto, il Fondo si definisce «un istituto previdenziale senza scopo di lucro» e scrive che l’indennità «ha natura previdenziale».[14] Eppure non risulta iscritto all’albo della COVIP, la Commissione che vigila sui fondi pensione, e decide da sé se e quanto rivalutare le somme degli iscritti: lo statuto attribuisce loro gli avanzi «salvo diversa decisione» del Consiglio.[15]
Il decreto legislativo 252 del 2005 prevede che le forme previdenziali nate prima del 15 novembre 1992 si adeguino alle regole comuni e si iscrivano in una sezione speciale dell’albo (art. 20). Se il Fondo è ciò che dice di essere, la sua natura va accertata da chi ne ha la competenza.
Dove finiscono le somme accantonate
Circa un sesto del patrimonio è investito in una società immobiliare interamente controllata, Sport Invest 2000 S.p.A., iscritta nel rendiconto del Fondo per 33,9 milioni di euro.[13] Dal bilancio della società depositato al Registro delle imprese risulta:[16]
- tre esercizi consecutivi in perdita: 175.613 euro nel 2023, 139.754 nel 2024, 128.790 nel 2025;
- un patrimonio netto di 30,1 milioni al 31 dicembre 2025, inferiore al valore a cui la partecipazione è iscritta nel rendiconto del Fondo;
- un consiglio di amministrazione composto da esponenti del Fondo, di AIC e di AIAC;
- la decisione dell’assemblea del 30 aprile 2026 di non riconfermare la società di revisione e di affidare la revisione legale al collegio sindacale, «nell’ottica di contenere i costi»;
- l’accettazione, il 21 novembre 2025, di una proposta d’acquisto da 18,4 milioni di euro per il complesso immobiliare di Milano.
Gli iscritti non ricevono informazioni su come queste somme siano gestite, né in corso di carriera né al momento della liquidazione.[8]
Il nuovo fondo di Serie A non è mai nato
Con l’art. 14 del contratto collettivo del 31 luglio 2025, la Lega Serie A e l’AIC si sono impegnate a costituire entro 120 giorni un nuovo fondo, con organi paritetici e presidenza alternata.[17] Il termine è scaduto a inizio dicembre 2025 e il nuovo fondo non risulta costituito.
Il lavoro di Assocapp sulle singole posizioni
Per ogni ex tesserato o erede che si è rivolto all’associazione, l’avvocato incaricato ha chiesto al Fondo di fine carriera, via PEC, l’accesso ai dati della posizione: contributi versati, importi maturati, eventuali liquidazioni. È un diritto dell’interessato (art. 15 del Regolamento UE 2016/679), e la legge fissa anche il tempo per rispondere: un mese, prorogabile di altri due nei casi complessi (art. 12, par. 3). Questi sono i risultati:
Le richieste inviate al Fondo via PEC per conto di ex tesserati ed eredi.
Fonte: Registro FFCA di Assocapp, richieste dal 10 marzo 2025 al 28 settembre 2026; dati al 26 ottobre 2026.[18]
Le richieste rimaste senza alcuna risposta del Fondo.
Fonte: Registro FFCA di Assocapp, dati al 26 ottobre 2026.[18]
I giorni di attesa media. La legge ne prevede al massimo 30, prorogabili fino a 90 nei casi complessi.
Fonte: Registro FFCA di Assocapp; per le richieste senza risposta l’attesa è calcolata al 5 novembre 2026.[18]
Le somme maturate e mai liquidate che il Fondo ha riconosciuto su 95 posizioni dopo le nostre richieste: 1.205.392 euro.
Fonte: Registro FFCA di Assocapp, dati al 26 ottobre 2026.[18]
Quanto rende quello che hai versato
Sugli estratti conto di 213 posizioni del nostro archivio abbiamo calcolato, anno per anno, quanto il Fondo ha accreditato sul saldo di ciascun iscritto.[18]
Il tasso medio annuo accreditato nel 2001-2010.
Il tasso medio annuo dal 2011 al 2025: circa un sesto di prima.
Il tasso medio negli esercizi 2022, 2023 e 2024.
La rivalutazione del TFR nel 2022 (6,0% nel 2023).
I dati di questo blocco e del blocco precedente provengono dai nostri archivi e non da documenti pubblicati dal Fondo. Sono in forma aggregata, senza nomi, e corrispondono a PEC protocollate ed estratti conto che l’associazione conserva e può esibire con il consenso degli interessati. Il campione è di parte e non pretende di rappresentare tutti gli iscritti
Che fine fanno
100 euro accantonati nel 1976.
Abbiamo preso gli estratti conto storici delle posizioni che assistiamo e ricostruito quanto il Fondo ha accreditato ogni anno. Poi abbiamo fatto la stessa domanda a strumenti prudenti: quanto sarebbero diventati gli stessi 100 euro?
Il valore oggi di 100 euro rimasti nel Fondo dal 1976.
Quanto serviva per tenere solo il passo dell’inflazione.
Con la sola rivalutazione del TFR, che esiste dal 1982.
Con i titoli di Stato, comprati anno per anno.
La posizione di Assocapp
Il Fondo è alimentato per intero dal lavoro dei tesserati, ed è amministrato da un consiglio che i tesserati non eleggono. Le associazioni che ne nominano la maggioranza dei consiglieri sono le stesse a cui l’iscritto dovrebbe rivolgersi per chiedere conto della propria posizione: è una configurazione che, di per sé, rende difficile qualunque controllo dal basso.
Non contestiamo l’esistenza del Fondo né la sua solidità patrimoniale, che il rendiconto documenta. Contestiamo che un tesserato debba rivolgersi a un giudice per leggere il bilancio di un ente che gestisce i suoi soldi, e che la liquidazione dipenda dal fatto che l’avente diritto sappia di doverla chiedere.
Questa sezione è una valutazione dell’associazione. I fatti su cui si basa sono quelli riportati sopra, con le fonti indicate in coda alla pagina.
Il fondo che vorremmo
Sosteniamo un fondo pensione per tutto il calcio, vigilato dalla COVIP. Ecco i quattro principi su cui pensiamo vada costruito.
Le somme maturate restano degli iscritti
I circa 185 milioni da erogare appartengono ai singoli iscritti. Possono passare a un nuovo fondo solo dopo che ciascuno ha ricevuto il rendiconto completo della propria posizione e ha scelto individualmente.
Al tavolo tutte le associazioni
Oggi gli accordi da cui nasce il fondo li firmano solo AIC e AIAC. Il tavolo deve includere tutte le associazioni rappresentative e tutte le categorie, compresi i preparatori atletici, oggi ammessi solo in alcune serie.
Ruoli separati
Chi designa gli organi del fondo non deve gestire, direttamente o con proprie società, interessi economici sui tesserati.
Trasparenza dal primo giorno
Bilancio pubblico, comunicazione periodica a ogni iscritto, rivalutazione decisa con criteri fissati in anticipo.
Cosa chiediamo
-
Pubblicazione dei bilanci del Fondo
Rendiconto annuale accessibile a tutti gli aventi diritto, senza necessità di un’istanza individuale e senza passare da un tribunale.
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Estratto conto individuale, ogni anno, a tutti
Ogni tesserato deve ricevere la propria posizione contributiva aggiornata: quanto è stato versato, da chi, in quali mesi. Oggi la conoscenza della posizione dipende dall’iniziativa del singolo.
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Liquidazione su avviso, non solo su richiesta
Al termine della carriera il Fondo dispone dei dati per sapere chi ha diritto a cosa. Deve essere il Fondo a contattare l’avente diritto, non il contrario. Vale a maggior ragione per i tesserati stranieri passati brevemente dall’Italia.
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Una corsia dedicata agli eredi
Documentazione semplificata e termine massimo di riscontro per chi subentra a un tesserato deceduto.
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Un tavolo presieduto dalla UIL con AIC e AIAC
Sede terza e verbalizzata, calendario fissato, e un termine entro cui le posizioni arretrate vengono esaminate una per una.
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Un tavolo con FIGC e Leghe sui contratti collettivi
Riapertura dei CCNL di Serie A, B e C nella parte che regola il trattamento di fine carriera: il problema non si risolve pratica per pratica, ma nella norma che le governa tutte.
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Vigilanza pubblica sulla gestione
È la stessa domanda posta in Parlamento: chi controlla come vengono investite le somme accantonate, e con quali risultati. Se il Fondo è un istituto previdenziale, come dichiara, deve stare sotto la vigilanza della COVIP.
Fonti e documenti
- Indennità di fine carriera: modalità di ritiro
- Atto di sindacato ispettivo n. 4-01931
- Guida al ritiro dell’indennità di fine carriera (PDF)
- Statuto e regolamento del Fondo (PDF)
- Fondo fine carriera, il rendiconto dell’esercizio 2024/25
- Ex calciatori chiedono trasparenza sulla gestione del Fondo
- L’allarme di 200 ex calciatori sul Fondo di fine carriera
- Inchiesta sul Fondo di fine carriera
- Dossena: nasce Assocapp per far luce sul Fondo
- La UIL a fianco di Assocapp sulla tutela previdenziale
- Calcio, scoppia il caso del Fondo di fine carriera
- Ex calciatori in battaglia sul Fondo di fine carriera
- Rendiconto del Fondo per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2025
- Comunicato del Fondo sulla pubblicazione del rendiconto
- Statuto del Fondo in vigore dal 1° luglio 2021
- Sport Invest 2000 S.p.A., bilancio al 31 dicembre 2025 con verbale di assemblea e relazioni
- Accordo collettivo AIC – Lega Serie A del 31 luglio 2025, art. 14
- Registro FFCA di Assocapp
Nessuno vince da solo.
Nemmeno il più forte.
Iscriversi è facile: si fa online, dal telefono o dal computer, in pochi minuti. Al resto pensiamo noi. Un euro all’anno, l’assistenza compresa.
Il Fondo sostiene che chi versa non ha diritto di vedere i suoi bilanci. Se il giudice gli desse ragione, calciatori e allenatori continuerebbero a pagare ogni mese senza poter sapere come vengono gestiti i loro soldi. Per questo chiediamo che i bilanci siano pubblici, per tutti, senza dover passare da un tribunale.